Start-Up Innovativa: ampliato il regime di agevolazione

Questa mattina vi aggiorniamo sulla normativa riguardante l’ impresa Start-Up Innovativa: la durata del regime agevolato, che era stato stabilito inizialmente in 4 anni, è stato ampliato a 5 anni a partire dalla data di costituzione delle società rientranti nei parametri stabiliti. Questo è quanto comunicato durante la Manovra Correttiva 2017.

Riassumiamo quali sono i principali requisiti necessari per poter essere qualificati come impresa “Star-Up Innovativa”:

  • l’impresa deve essere costituita e svolgere l’attività da non più di sessanta mesi;
  • non deve aver mai distribuito utili;
  • la sua costituzione non deve essere scaturita da una fusione o da una scissione societaria e nemmeno come conseguenza di una cessione d’azienda o di ramo d’azienda.
  • la sede principale dell’impresa deve essere in Italia. L’impresa può avere sede principale anche in uno degli Stati Membri dell’Unione europea oppure in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, a patto che sia provvista di una sede produttiva o di una filiale in Italia;
  • l’impresa, per essere considerata”Start-Up Innovativa”, deve avere come oggetto sociale, esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • il totale del valore della produzione annua aziendale, calcolato a partire dal secondo anno di attività della Start-Up Innovativa, non può essere superiore a 5 milioni di euro, dato che deve risultare dall’ultimo bilancio approvato. Il bilancio deve essere approvato entro entro i sei mesi successivi alla chiusura dell’esercizio.

Inoltre è necessario possedere almeno uno degli ulteriori requisiti qui di seguito esposti:

  • spese di ricerca e sviluppo: devono risultare uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo della produzione e valore totale della produzione dell’impresa. Non rientrano in tale conteggio le spese per l’acquisto e la locazione dei beni immobili. Sono invece da includere le  le spese che riguardano la  sperimentazione, la prototipazione e lo sviluppo del business plan e le spese che riguardano i servizi di incubazione, il costo lordo del personale interno, il costo di eventuali consulenti esterni che abbiano svolto attività di ricerca e sviluppo e le spese legali sostenute per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e  licenze  d’uso. Queste spese devono risultare dall’ultimo bilancio approvato e devono essere descritte nella nota integrativa inerente.
  • dipendenti o collaboratori in possesso di titolo di dottorato: devono essere impiegati  in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva. E’ necessario che siano in possesso del titolo di dottorato oppure che stiano svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure che siano in possesso di  titolo di laurea e che abbiano svolto, da almeno tre anni, attività  di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero;
  • privative industriali: occorre essere in possesso di una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, oppure biotecnologica,  o a una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale. In alternativa occorre essere titolare di diritti relativi ad un programma per elaboratore originario, registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore. Queste privative devono essere direttamente collegate all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Per questo servizio e per qualsiasi altro chiarimento e/o informazione in merito, il nostro studio resta a disposizione, non esitate a contattarci.

A presto.

Buona giornata dallo Studio Bizeta.

 

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